mercoledì, ottobre 26, 2011

Kart

Lavorare in ufficio è molto comodo; non soffri ne caldo ne freddo, anche se piove sei all'asciutto e te ne freghi. C'è la macchinetta per il caffè, ma anche con le bibite e addirittura, se ti viene un po' di fame ci sono anche le merendine. Ma stare seduti tutti i giorni, guardando per 8 ore nel monitor del computer non è il massimo per la salute. Soffre la schiena, i muscoli atrofizzano (la cosa più pesante che sposti è il tuo topo) e gli occhi cominciano a fare male, si stancano velocemente e ti servono anche gli occhiali. Perciò dopo l'ufficio ci vuole un po' di ricreazione, per mettere in salvo anche il corpo. Si va a palestra, a correre e robe di genere, che a me personalmente non piacciono. Non trovo per niente divertente correre, senza essere costretto a farlo, sulla strada u sul tapirulan, o come alcuni lo chiamano tapis. Sento troppa fatica, ci penso come mi fanno male le gambe e sento che il respiro ogni passo diventa più corto. Ma un po' di attività fisica ci vuole, su questo non ci sono dei dubbi.

L'unico modo per me per costringermi a muovermi è di trovare un piacere nel movimento e questo lo trovo quando gioco. Così la mia attività fisica principale è una partita di calcetto la domenica mattina. Là corro dietro la palla o dietro l'avversario, che succede più spesso visto che gioco primariamente in difesa, e sono concentrato su gioco e non penso alla fatica, allo sforzo che sto compiendo. Per essere sincero, la sento il giorno dopo. Le gambe fanno un po' male, ma dopo ogni partita la condizione fisica cresce e il dolore diminuisce. E in questo modo vado da anni, ma ultimamente ho scoperto un altro modo, più per divertirmi che per ricrearmi. Il kart.

La settimana scorsa un mio partner di lavoro ha organizzato una gara per i suoi collaboratori, noi 4. In effetti eravamo in 6, ma due non hanno gareggiato perché non si sentivano molto bene. Tutta la pista del kartodromo di Buccinasco per noi. Una qualifica di 11 giri e due gare, sempre di 11 giri. Era la mia seconda volta di guidare un mezzo di genere, una specie di giocatolo a prima vista; in effetti permette di giocare e di divertirsi. Prima volta su una pista outdoor a Jesolo, l'anno scorso. Eravamo in 8 e due volte sono arrivato ultimo, superato di due giri quasi da tutti; che delusione. Ma questa volta mi sono preparato. Ho visitato vari forum sul tema cercando di recuperare la mancanza di esperienza con un po' di istruzione avanzata.

Ci hanno dato le tute ed i caschi e ci hanno assegnato le macchinette. A me ha toccato un piccolo bolide con il numero 34. E siamo partiti. La pista è in cemento lisciato, molto diversa rispetto a quella outdoor che era in asfalto. Ho cercato di rispettare il principale consiglio trovato in rete: non guidare in derapata in quanto poco efficiente – i tempi a giro notevolmente crescono. E ho avuto conferma di questo. I primi giri non potevo aiutarmi e il kart sbandava dappertutto; troppo divertente per non farlo. Ma sula pista c'è il semaforo che mostra i tempi e me ne sono accorto che sono 5 secondi più lento rispetto ai miei avversari ed il mio orgoglio e prevalso sull'adrenalina e ho iniziato abbassare notevolmente i tempi ed il distacco da quelli che mi precedevano.

Allora, come è andata alla fine. Nella qualifica ero ultimo, nella prima gara sono arrivato il quarto (di noi quattro) e nella seconda sono riuscito a conservare lo stesso posto. Non ero proprio contento, ma qualche spunto per una moderata soddisfazione l'ho trovato. Non mi hanno mai doppiato e già questo era un notevole progresso rispetto all'anno precedente. Inoltre ho migliorato tra la prima e la seconda gara: ho diminuito il distacco dal primo da 40 al 30 secondi, praticamente sono riuscito a recuperare un secondo a giro. Modestamente contento, sperando in un miglioramento nel futuro. Visto che ho iniziato il post con le questione fisiche, devo dire che giorno dopo mi facevano male le braccia e la schiena.

domenica, maggio 22, 2011

Amsterdam

Sono uscito dall’ufficio un po’ prima del solito, verso le 3 di pomeriggio, prendendo qualche ora di recupero e ho preso il treno per Malpensa. Alle 9 di sera ero già ad Amsterdam; il mondo oggi è diventato piccolo e ci si arriva dappertutto in poche ore. Una volta si andava 2 giorni con il treno a vapore, dopo 4 giorni a cavallo e ultimo tratto a piedi. Ho affittato un appartamento in una tipica casa olandese, all’ultimo piano. Fokko, il proprietario, mi ha dato le chiavi e ha chiesto di lasciarle nella serratura quando me ne sarei andato via. Ovviamente, ha riscosso anche i soldi per l’affitto, 140 euro a notte. Un po’ caruccio, ma l’appartamento era molto bello, disegnato da un architetto, con 4 posti luce, le piastrelle di grande formato, la cucina a vista, il televisore ed un piccolo ma potente stereo che leggeva anche la chiavetta USB con gli MP3.

La prima sera ho deciso di non sforzarmi molto e così ho girato un nei dintorni e ho cenato in un ristorante Spagnolo. Avevo ancora le due serate ha disposizione e non volevo sparare tutte le cartucce già all’arrivo. Ho girato per due giorni su e giù, prevalentemente a piedi; il centro non è molto grande e da una parte ad altra ci si arriva in una trentina di minuti. Ne ho viste delle città d’Europa ed anche qualche di mondo, ma l’Amsterdam la trovo una delle più affascinanti. Numerosissimi canali e tanto verde, pochissimo traffico in quanto si va prevalentemente in bici (state attenti, i biciclisti sono più pericolosi degli automobilisti), l’architettura molto diversa di quello che troviamo in Italia, le vetrine con le prostitute, gli spettacoli di tutti i generi, i coffe shop dove uno si può tranqillamente fumare una sigaretta con l’erba, oppure qualcos’altro ed anche negozi dove ti vendono le cose che ti fanno fare dei viaggi con la testa. Non so se c’è qualche altro posto così bello e così anche diverso, con le cose che non si trovano negli altri posti.

Ovviamente ho visitato dettagliatamente la zona a luci rosse, con le ragazze molto carine nelle vetrine. Basta bussare, concordare il prezzo e la tenda sulla vetrina si chiude; l’azione è in corso. Ci sono anche le vetrine con le due ragazze e mi sembra che erano più gettonate dalle altre. Sulla periferia della zona ci sono anche le vetrine con la roba scadente, le nere e sudamericane vecchie e grasse. Sicuramente costano di meno e probabilmente c’è anche la clientela che va la non soltanto per risparmiare. Dopo aver passato un’oretta là, a uno viene voglia di vedere anche un po’ di azione e cosi sono finito in una Casa Rosso, una catena dei teatri (gli ho visti tanti) dove pagando tra 25 e 45 euro, dipende se si includono le bevande o meno, si può guardare lo strip-tease ed anche alla fine dello spettacolo un vero e proprio sesso dal vivo. Gli strip-tease erano molto carini e divertenti e le ragazze belle, brave ed eccitanti, mentre il live sex era un po’ tecnico: gli attori, ovviamente una femmina ed un maschio si giravo per far vedere meglio i dettagli al pubblico disposto su tre lati. Ma visto che prima volta partecipavo ad uno spettacolo hard dal vivo, non sono per niente rimasto deluso. Decisamente un bel modo per passare il tempo dopo ufficio.

lunedì, novembre 08, 2010

Due Barzellette

Le due barzellette che seguono non mi sono state inviate dagli amici via e-mail in ufficio, come di solito accade, ma le ho sentite raccontare da un collega che né conosce veramente tante, durante una pausa caffè. Penso possa andare comunque bene in quanto fanno ridere, almeno a me.


Un topo affamato


Parlano due conoscenti:
- Ho un grande problema a casa mia. Da un po’ di tempo si è insediato un topo e non riesco in nessun modo a cacarlo via.
- Ma che problema c’è? Metti una trappola per topi e lo sistemi in due, tre giorni.
- Non ho una trappola.
- Te la presto io. Basta che metti un po’ di formaggio dentro ed è fatta.
- Non ho formaggio a casa.
- Puoi mettere un po’ di pane inumidito con un poco d’oli. Comunque dovrebbe funzionare.
- Non ho nemmeno olio.
- Va be’, puoi provare mettendo soltanto un pezzettino di pane.
- Non ho neanche pane.
- Ma mi spieghi una cosa: ma che cosa fa il topo a casa tua?

Un giudice distratto


Venerdì sera, un giudice, dopo una dura giornata di lavoro, finisce in un bar e fa qualche cocktail in più di quello che poteva sopportare. Uscendo fori dal bar ubriaco fradicio, si ferma davanti ad una casa e vomita tutto il contenuto dello stomaco. Visto che non riusciva a controllarsi, un bel po’ di roba gli finisce anche sull’abito. Arrivando a casa, doveva inventare una storia per la moglie:

- Sai, mi è vomitato addosso un ubriacone che usciva dal bar. L’ho fatto subito arrestare e prima cosa che faccio lunedì al rientro in ufficio è di dargli 30 giorni di galera. Così impara a comportarsi decentemente e non infortunare la gente.

Lunedì mattina, la moglie prepara il giudice per andare al lavoro e gli dice:

- Ti ho pulito l’abito, ma io se fossi al posto tuo, a quel ubriacone darei 60 giorni di galera: ha fatto anche il popò nei tuoi pantaloni.

mercoledì, settembre 01, 2010

Sui matrimoni gay

Ogni tanto mi viene qualche pensierino, la riflessione sulle certe cose quotidiane, quelle dalle quali si parla con gli amici, che si trovano nei giornali , vedono nelle notizie o trasmissioni televisive oppure si per caso, o meno, imbatte su internet. Oggi ho trovato un post su un blog dove tutti erano favorevoli agli matrimoni gay e così io vorrei dire anche la mia.

Dal mio punto di vista su questo tema c’è un grande confusione, nessuno ragione e tutti seguono il cuore, confondendo spesso le cose della cultura, della società e della natura. Per difendere la propria vita l’uomo si è organizzato nella società rinunciando ad alcune libertà, di uccidere liberamente per esempio: suona bruttale, ma nella natura i conflitti si risolvono così, chi è più forte vince ed avanza nella gerarchia dell’evoluzione. L’ha fatto per acquisire alcuni diritti, sempre per esempio per avere la propria vita protetta dalle istituzioni (milizia, armata) che ha fondato.

La famiglia come la conosciamo è un’organizzazione societaria abbastanza naturale: il maschio e la femmina si riproducono, allevano i piccoli e stando insieme si dividono i compiti di procurare i beni necessario per sopravvivere e dare la protezione ai componenti della famiglia. E cosi, da tempi il termine matrimonio significa una famiglia legalizzata, con alcune agevolazioni per essere stimolata per riprodursi e mandare avanti la razza umana. In effetti, la risposta alla domanda che molti si pongono, “Ma quale è lo scopo della nostra vita su questa terra”, è molto semplice: la riproduzione della specie. Non siamo importanti noi (ovviamente, per noi stessi sì), ma è la razza e la sua forza di andare avanti, di adattarsi ai cambiamenti.

Una coppia gay non ha la principale prerogativa per formare una famiglia, cioè non può riprodursi, pertanto è comprensibile il fatto che il subconscio delle molte persone semplicemente rifiuta l’idea che possa essere legalizzato un legame omosessuale come un tradizionale matrimonio, come tra l’altro anche tutte le organizzazioni religiose.

Non sarebbe meglio per vedere quali i diritti si vogliono e vedere se gli stessi possono essere raggiunti in un altro modo, apportando qualche modifica o integrazione legislativa. Penso che lo scopo delle copie gay sia di vivere bene (a volte mi sembra che c’è qualche altro motivo dietro le manifestazioni e proteste) e non di entrare nel modo forzato nel campo della famiglia naturale. Già il matrimonio all’italiana è un bel pasticcio e sarebbe meglio di evitare un altro.

martedì, giugno 01, 2010

Telegiornale

Ieri sera sono tornato stanco dall’ufficio e cosi mi sono messo a vedere il TG3 alle 19:00. Non è la mia abitudine guardare telegiornali e leggere i quotidiani. Da una decina d’anni che lo faccio raramente perché ho scoperto di sentirmi meglio se non so cosa sta combinando la gente su, ma anche quelli giù, specialmente quelli in alto che abbiamo scelto noi cittadini per essere rappresentati da loro. Dovrebbero essere più intelligenti, più capaci e più onesti di me, ma mi sa che non sia sempre così.

Torno sul TG3. La prima notizia attacco israeliano sulla nave che portava i soccorsi. Una brutta faccenda, condannata quasi da tutti e io mi unisco, ma un telegiornale deve dare prima di tutto le informazioni, perché se loro scelgono quale dare e quale nascondere vuol dire che manipolano la gente, indirizzano loro sentimenti ed i loro pensieri in una certa direzione, in questo caso fanno una indottrinazione comunista. Su tutti gli altri giornali, sia di Rai che di Mediaset, hanno fatto vedere la dichiarazione del ministro della difesa israeliano che sosteneva che i pacifisti hanno attaccato per primi e che erano armati. Adesso esagero per spiegare meglio il concetto: ammazzare 10 persone è molto spiacevole, ma se quelle dieci persone sono terroristi, forse lo è un po’ meno; siamo realisti e guardiamo la verità negli occhi.

Non voglio sostenere assolutamente che i pacifisti erano armati ed erano terroristi, ma è assolutamente dare un’informazione completa, senza nascondere le cose e quelli del TG3 hanno nascosto una potenziale verità. Vergogna, e quella gente la pago io, con le mie tasse. Visto che siamo su questo spiacevole argomento, cioè le tasse, nella stessa trasmissione c’era anche Draghi, il governatore della Banca d’Italia. Ha dichiarato che l’evasione delle tasse è una macelleria sociale, cioè tradotto, che la gente sta male perche ci sono tanti evadono.

Mi sembra che quella gente in alto, che dovrebbe essere la crema della società, suona tutta lo stesso strumento. Mica voglio difendere gli evasori, ma il macellaio è lo stato che prende quello che gli serve e spreca, spende senza controllo, ruba tramite i propri servitori. A casa mia prima si pulisce dalla propria porta e dopo si va dal vicine per chiedergli che pulisca anche lui davanti alla sue, per rispetto del decoro pubblico.

E la manovra finanziaria in se è la solita roba all’italiana, senza un minimo di coraggio, di tagliare le enorme spese del tutto ingiustificate della sanità del sud e delle regioni a statuto speciale: la c’è ancora gente che va in pensione a 40 anni, intendiamoci della vita, non del lavoro, e io devo pagare le pensioni anche a loro. Basta, il mio portafoglio è quasi voto e non c’è la faccio più.

martedì, marzo 16, 2010

Impiegato comunale

Da un po’ di tempo che i miei colleghi non mandano più il materiale umoristico sul quale si dovrebbe basare questo blog e così ho dovuto di scrivere anche qualcosa di intelligente e saggio da testa mia. Non è per caso che hanno cominciato a lavorare? Ma figuriamoci, c’era periodo festivo e ci si divertiva già a sufficienza fuori ufficio. Ma adesso abbiamo ripreso ed ecco la prova.

Barzelletta


In un villaggio piccolo e montano della Lombardia c’è un toro solo, proprietà di un contadino vecchio. Tutti del paese devono pagare a questo contadino per far inseminare le loro vacche da questo toro. Un giorno in consiglio comunale si vota ad unanimità di comprare il toro del contadino e farne un bene pubblico.
La trattativa andava per giorni e alla fine il sindaco ed l’assessore per l’agricoltura riescono ad ottenere un prezzo accessibile e comprare il toro dal contadino. Il toro è stato sistemato in una nuova, bellissima stalla accanto al municipio con tutte le comodità a disposizione, ma quando si tratta di montar vacche, il toro non alza un dito, non fa assolutamente niente – indifferente al cento per cento.
I contadini disperati ed il sindaco vanno dal vecchio padrone del toro e gli chiedono come mai non tromba più. Questo se ne va a vedere il toro e lo trova nel suo recinto che bruca tranquillo. Gli dice:
- Ue, toro, perché non trombi più?
Il toro lo guarda sotto occhi e gli fa:
- Ue pirla, adesso sono impiegato comunale!

sabato, febbraio 13, 2010

Guerre Stellari

Ho un amico appassionatissimo dei film Guerre Stellari, in originale Star Wars. La sua
passione e così forte che nel baule della sua macchina si trovano sempre due spade laser e
spesso, quando ci troviamo insieme, diciamo dopo una cena nel ristorante, combattiamo
davanti alle nostre fidanzate che ci guardano incredule. Una passione che diverte, almeno
noi due, anche se è tutta sua. Visto che lui vorrebbe far crescere la mia adorazione verso
questa mitica saga hollywoodiana, mi ha prestato tutti e 6 DVD con i relativi episodi. In
ordine della storia sono questi:


  • La minaccia fantasma

  • L'attacco dei cloni

  • La vendetta dei Sith

  • Una nuova speranza

  • L'impero colpisce ancora

  • Il ritorno dello Jedi



E' già qui c'è una curiosità, ben conosciuta agli appassionati. Il primo film realizzato è in
effetti il quarto episodio, Una nuova speranza, dopodiché l'hanno seguito il quinto ed il sesto
episodio, tutti fatti alla fine degli anni 70, inizio anni 90. Dopo, negli ultimi anni (2000) hanno
ripreso le registrazioni partendo dal primo episodio e producendo anche il secondo ed il
terzo.

Maggior parte dei film avevo visto già prima, tranne gli ultimi due in ordine di registrazione (2o
e 3o episodio), ma tanti anni fa e così in una settimana me li sono sparati tutti e 6. Addirittura,
un giorno ho visto due film, uno pomeriggio e una nella tarda notte (qui aggiungo che tra
questi due eventi sono andato anche a cinema a vedere Soul Kitchen - roba da due soldi e
da evitare). Mi sono piaciuti di più gli episodi 1, 3 e 5, cioè quelli dispari, mentre quelli pari
erano, almeno per me, un po' meno coinvolgenti (se scrivo noiosi, il mio amico si incavola
come un crauto - è il singolari di crauti).

La parte filosofica, riflessivo del film è la filosofia dei Jedi, le entità umanoidi, ma anche delle
altre razze, che riesce a gestire la Forza, cioè l'energia spirituale che ci circonda e fa vivere.
Loro la applicano per fare del bene, mentre i Sith sono una cosa simile ma sono rivolti al lato
oscuro della Forza. Tornando sulla filosofia, in pratica bisogna lasciar perdere tutti i possessi
delle cose ed i coinvolgimenti sentimentali in quanto la sofferenza per la loro perdita ci può
portare sul lato oscuro. Così nel terzo episodio, il nostro eroe Anakin Skywalker, il padre
dell'eroe delle ultime 3 puntate, passa nell'oscurità sperando che là troverà il segreto per
salvare la vita della sua moglie che dovrebbe morire durante il pranzo (spesso hanno le
visioni del futuro).
Molto buddista e con molti argomenti convincenti, ma lontano e difficilmente comprensibile da
noi occidentali, che si poniamo una legittima domanda: ma se mi stacco da tutto, che senso
ha il tutto.

Comunque, bravo Lucas, sei uno grande. E che la Forza sia con voi.

lunedì, novembre 09, 2009

Ultimo saluto a Michal Jackson

Lo visto ieri sera al cinema, “This is it” di Michal Jackson. Vi ricordate la pomposità con cui è stato annunciato arrivo del film alla fine del mese di settembre. “Sarà proiettato soltanto per due settimane e già in tutto il mondo ci sono code per prenotarsi il biglietto. Sbrigatevi anche voi per esseri sicuri di non mancare questo avvenimento storico”. Ieri sera al cinema ho avuto i biglietti normalmente, come per un qualsiasi film, senza attesa. La sale era mezza vuota. Ho capito subito che gli annunci iniziali erano una bomba mediatica per dare allo spettacolo una marcia in più. Ma che senso ha far limitare a 14 giorni le proiezioni? Probabilmente dopo vogliono subito partire con la vendita dei DVD che sicuramente andranno a ruba perché ogni fan di MJ vorrà avere una copia a casa sua por poterla rivedere tantissime volte.

Il film è quello di cui si è parlato e quello che mi aspettavo. Le registrazioni delle canzoni durante le prove per il tour mondiale. L’atmosfera nella sala cinematografica, tra l’altro molto bella ed con un ottima acustica, era calda. L’età delle persone andava da 10 fino a 60 anni e la musica di Michael ci ha scaldato tutti e ci ha fatto vivere dei momenti nostalgici. Ho visto in giro anche qualche lacrima sul viso e alla fine della proiezione è partito anche un applauso. Il film ha fatto vedere l’anima dolce e gentile dell’artista, la sua grande professionalità nella preparazione dei brani, la sua puntigliosità per ottenere la perfezione della performance.

E’ un genio musicale, ma forse ancora di più un genio nella coreografia, nel movimento scenico nella performance. Lascia davvero l’impressione il suo movimento scenico, originale e molto diverso da quello che si vede in giro, che fa traspirare e trasmettere le sue emozioni interne. Non so quanto nelle dicerie sul suo conto ci siano le verità e si tratta delle cattiverie. Sono abbastanza grande che non mi può sorprendere più niente. L’ultima prova sono i problemi di Roman Polanski con la giustizia e non c’è alcun dubbio sul reato commesso. Ma MJ rimane fortemente radicato nel mio cuore, nei miei sentimenti e nella mia memoria e ne sono sicuro che le sue canzoni lo sopravviveranno alla lunga. Ed ogni tanto tiro fuori Thriller sul vinile lo metto sul mio giradischi, sposto la levetta e sogno insieme a lui. Michael, sei uno grande, grande e rimarrai nei nostri cuori per sempre, per eternità.

venerdì, ottobre 09, 2009

Nobel della Pace ad Obama???

Oggi vengo in ufficio e apro un pochettino (bisognerebbe aggiornare ‘sto editor di testo, non riconosce questa parola che proviene da poco) Internet: la corte di appello, o qualche altra non mi ricordo, ha detto che si può fare è che non è un reato. Sfoglio le ultime notizie e vedo che a quello abbronzato presidente americano, cioè Barak Obama (ma sarà un presidente di Nigeria, visto il nome ed il cognome) hanno dato il premio Nobel per la pace. Ho fatto due battute su Barak, ma non ho niente contro di lui, giurin giuretto (ma questo processore di testo è un vero comunista, sempre rosso – impara un po’ l’italiano)., ma dargli un premio Nobel dopo meno di un anno del governo mi sembra davvero una cosa eccessiva e stupida (scusate cari svedesi, ma lo penso così).

Parentesi: è curioso che il premio lo dà l’accademia reale di Stoccolma, cioè svedesi, e la cerimonia di premiazione si svolge a Oslo in Norvegia. Ancora più strano visto che abitanti di questi due paesi non si amano più di tanto, ma questa cosa l’approfondirò in un altro momento. Chiudendo la parentesi, non posso che unirmi al core, non posso dire generale, ma senz’altro molto esteso di coloro che sono rimasti stupiti di questo gesto. Anche quelli della Casa Bianca hanno detto un semplice “wow”, totalmente sorpresi dalla notizia (oppure stano fingendo la sorpresa). Quello che si chiedono tutti è: “Nobel per che cosa”?

Non ha fatto proprio niente, specialmente non di pacifico, tranne delle belle dichiarazioni che sono una cosa del tutto virtuale e alla fine vedremo se rispetterà certe cose in quanto mica sicuro che sarà così. Mi ricordo, l’anno non mi viene in mente, lo stesso premio dato insieme a Yasser Arafat e Henry Kissinger per la pace in medio oriente (vi risulta che c’è una pace da quelle parti – a me no). Il primo convinto e provato terrorista della peggior sorte. Verso la fine si è tranqulizzato un po’ soltanto perché si è riempito le tasche con così tanti soldi che potrebbero cibare tutti i palestinesi per un anno intero. L’altro, il ministro degli affari esteri americano e ben conosciuto guerrafondaio: vi ricordate la faccenda di Cile ed il presidente Allende, quel golpe tanto sopportato e finanziato dagli americani e la stretta di mano e congratulazioni da parte di Kissinger al boia, non so come chiamarlo diversamente, Pinochet. Non ci sono più santi a questo mondo e non c’è più una istituzione internazionale di cui uno si può fidare. Tutta politica, ma quella sporca, sporca.

giovedì, luglio 09, 2009

Influenza Suina

Ma chi è stato il genio che ha inventato il nome, cioè l'influenza suina. In tutte le lingue del mondo significa che si tratta di un’influenza che prendono i maiali e non uomini. So che la cosa è assolutamente di una natura formale, non dipende dal nome se la prendi o no, ma la gente ha anche certe sensibilità e no gli piace essere chiamati maiali. Per primi hanno protestato gli ebrei e hanno proposto di chiamarla l’influenza messicana, da dove è iniziata la sua diffusione, ma ai messicani questo non è piaciuto perché non vogliono essere responsabili per una malattia di genere e che gli menzionano per le cose brutte. Ci sono stati anche quelli ai quali il suino nel titolo è andato proprio bene. Pensate un po’, sono stati gli arabi. Ecco la prova inconfondibile che l’Islam è l’unica religione giusta, perché loro non mangiano la carne suina vietata rigorosamente da Corano (almeno quando sono in compagnia degli altri musulmani, dalla mia esperienza), e Dio ha inviato questa malattia per punire quelli infedeli. La stupidità umana è veramente immensa. Hanno dimenticato lo tsunami di qualche hanno fa dove l’enorme maggioranza di mezzo milione delle vittime erano i musulmani. Vuol dire che in quella occasione i cristiani dovevano fare certe conclusioni, o no?

Sto scrivendo delle cose attorno al problema, ma la mia intenzione era di scrivere su qualcos’altro legato a questa disgrazia. All’inizio dell’Aprile io personalmente ho fatto una vacanza in Messico, di due settimane, una in giro per la penisola di Yucatan e l’altra in Riviera Maya, sdraiato come un maiale (si può dire?) sotto una palma. Torno a casa e dopo una settimana ecco la notizia: un’epidemia spaventosa (non la intitolo per non offendere uomini, maiali o messicani). Tantissimi conteggiati e morti in Messico, una veloce diffusione negli Stati Uniti: in quel periodo là sono le vacanze primaverili e tutti gli studenti sono andati a Messico per divertirsi con pochi soldi perché costa molto di meno che da loro. Allarme della organizzazione mondiale per la sanità; livello 5 di 6, quasi una pandemia. Da allora sono passati meno di tre mesi e mi risulta che siamo tutti vivi e più o meno felici; questo dovuto alle altre vicende. Nessuno più parla, scrive. Un po’ strano, no? Un totale di circa 100 vittime in tutto il mondo, prevalentemente nelle zone poco sviluppate dove la sanità è ai livelli piuttosto bassi. La percentuale delle vittime pressoché uguale alla mortalità dovuta all’influenza normale.

Alla fine ho scoperto che quasi tutti (governi, organizzazione mondiale per la sanità e tour operatori) conoscevano il problema già verso la fine del gennaio, ma sono stati zitti, tutti. Pensa al numero dei turisti che visita il Messico in quel periodo. Se non vengono c’è una enorme perdita finanziaria per tutti, i messicani ma anche i tour operatori di tutto il mondo. E come all’inizio l’hanno nascosta, e non è bello nascondere alle popolazioni queste notizie, ad un certo punto, all’improvviso hanno fatto una notizia mondiale di questo evento, uno scoop di primo ordine.

lunedì, giugno 08, 2009

Elezioni europee 2009

Ieri sono rimasto incollato davanti al televisore fino alle quasi tre di mattina per godermi lo spettacolo delle elezioni svoltesi ieri e l’altro ieri. Si è votato per i sindaci, per la provincia e per il rinnovo del parlamento europeo. Ho visto Porta a porta di Bruno Vespa, o forse meglio Vespone. Non mi sono annoiato perché le stupidaggini si sono dette tante e c’era anche qualche litigio in diretta: si sono presi Fassino e La Russa, e un esponente dei radicali con Vespa e più generalmente con la RAI.

Il risultato delle elezioni è che tutti hanno vinto come di solito succede. Si può anche comprendere perché tutti pensano già alla prossime e nessuno vuole ammettere di aver perso. Chi in effetti ha perso, ha vinto perché abbia fatto più voti rispetto alle precedenti europee, oppure ha vinto perché ha perso meno di quello che prevedevano i sondaggi. Davvero penoso, si trovano tutte le scuse del mondo per convincere gli altri, ma in effetti se stessi che le cose sono andate bene. Unici vincitori certi sono la Lega e l’Italia dei valori. Il fatto curioso è che sono due minori partiti che appartengono agli schieramenti diversi. La conclusione è abbastanza semplice, l’elettorato si è stufato delle solite frasi e vuole cambiare qualcosina (ho usto il diminutivo).

La Lega si è fatta vedere ultimamente tanto, tutti i provvedimenti del governo di una certa importanza sono firmati Lega e quando qualcuno lavora bene alla fine lo premiano. I leghisti hanno una politica semplice e mirata: vogliamo fare questo in questo modo, e lo fanno. C’hanno messo un po’ di anni per arrivare al federalismo fiscale, ma era l’unico modo, l’unica strategia giusta da adottare quella che hanno fatto loro. Prima le minacce di secessione del nord (e c’era anche gente che ha creduto), dopo altre mosse e lo scopo è stato raggiunto. A Bossi si deve riconoscere il fatto che ha un istinto politico straordinario, nessun altro sarebbe in grado di ottenere certe cose. Durante la trasmissione, un esponente della Lega ha detto in modo chiaro: non volgiamo la Turchia nell’Unione Europea ed ha argomentato, molto bene, perché. Concisi, precisi, concentrati su quello che vogliono ottenere e alla fine premiati. Bravi.

L’altra formazione premiata dagli elettori e l’Italia dei valori, ma non per la sua propositività, per le suo proposte. Soltanto perché nessun altro più sputa così bene su Berlusconi come loro e un po’ di gente c’è la ancora con il presidente del consiglio. Cavalcano cavallo che ancora riesce a vincere qualche gara. E in modo prepotente e da un buon dittatore Di Pietro annuncia che loro sono diventati, legittimati da queste elezioni, il punto di aggregazione degli partiti che vogliono fare un governo nuovo. Scusate, ma il 25% del PD mi sembra di più rispetto al 8% che hanno preso loro. Oppure anche la matematica è diventata un’opinione.

giovedì, maggio 07, 2009

Chelsea – Barcellona 1:1

Ieri sera ho visto in televisione la partita della semifinale del Champions tra Chelsea e Barcellona. La partita di andata è finita in pareggio, 0 a 0 e purtroppo non avevo l’occasione di seguirla perché ero fuori casa per lavoro ed ho scoperto che non tutti gli alberghi hanno la TV: nel ventunesimo secolo uno si aspetterebbe di sì, specialmente nel ricco occidente, al quale apparteniamo anche noi. Torniamo a quella di ieri sera. E’ finita 1 a 1 ed il Barcellona giocare nella finale che si disputerà a Roma 27 maggio, se non erro. Mi è venuto di scrivere il mio parere sulla partita sentendo tutti quelli commenti ieri sera nella trasmissione un mercoledì da campioni e leggendo anche i giornali di oggi. In modo quasi unisono sono tutti d’accordo che il Chelsea ha giocato meglio e che l’arbitro gli ha impedito di passare nei finali. Visto che voglio scrivere qualcosa a proposito penso sia ovvio che io non sono molto d’accordo con quanto la maggioranza sostiene. In effetti, spesso mi piace essere contro perché se tutti lo pensiamo nello stesso modo, ma che divertimento c’è.

Vediamo un po’ la statistica della partita; possesso palla del Barcellona quasi il 70%. Molti dicono: “Possesso palla e niente altro”. E’ vero in un certo modo, ma è una visione superficiale di quello che è successo. Il Barcellona faceva una fatica tremenda ad arrivare davanti alla porta e tirare. Perché il Chelsea si è chiuso dietro con 10 giocatori. Basta vedere quante palle in difesa ha preso Drogba; è un attaccante ed attaccanti nella fase difensiva normalmente stanno sul centro del campo e non nella propria area di rigore. Chiusura totale, un catenaccio nel peggior senso della parola e tutti dicono che meritavano di passare. Un gioco che non offre niente agli spettatori. Il Chelsea ha avuto qualche occasione ma tutte basate sugli errori difensivi del Barcellona, non per merito delle buone e pensate azioni offensive. Ma gli spagnoli hanno avuto un grande merito, non molto caratteristico per le squadre latine; la pazienza, insistere e credere fino alla fine e sono stati ripagati di questo.

Arbitro


La lamentela principale degli inglesi, ma anche dei nostri commentatori, è l’arbitro. Sostengono che c’erano 3-4 rigori per il Chelsea. Nella moviola si è visto che tutti erano dubbi e in ogni caso l’azione non prometteva un gol per la squadra inglese. In effetti, la decisione arbitrale sicuramente sbagliata, e qui senza alcun dubbio, era a sfavore del Barcellona: l’espulsione di Abidal. Coloro che volevano vedere la verità hanno visto che Anelka si ha fatto lo sgambetto da solo e che non è nemmeno stato toccato ne momento della caduta da Abidal che era 2-3 metri dietro di lui.
Ragazzi, facciamola finita. E’ passata la squadra miglior, quella che dà più spettacolo e ne sono sicuro che tutti ci renderemo conto di questo nella finale a Roma. Forza Barcellona!

mercoledì, aprile 08, 2009

La crisi c’è o non c’è

Premetto subito che non voglio assolutamente negare l’esistenza della crisi. E’ un fatto ovvio e su questo non si discute, ma voglio vederla da un altro aspetto e qui entra in gioco quel no riportato nel titolo. La crisi produce e produrrà un maggior numero dei disoccupati rispetto a quello in sua assenza: che ogni tanto qualche azienda va in fallimento anche senza una crisi globale e la gente rimane senza lavoro. E’ un fatto indiscutibile, ma è ovvio che nelle condizioni normali è molto più facile trovare un altro impiego.

Pertanto, escludo dal mio ragionamento tutti quella povera gente attualmente disoccupata o che avrà questi problemi nel futuro. Ma tutti gli altri, che hanno un lavoro e che non lo perderanno nel futuro, sta in effetti meglio di prima. E’ mi auguro che questo fatto si estenda anche dopo la crisi perché i presupposti, secondo me, ci sono. Vediamo perché ci si sta meglio.

Tutti noi che ancora occupiamo il nostro posto di lavoro, e siamo sicuramente in maggioranza, ci prendiamo il nostro stipendio uguale a quello prima del disastro finanziario mondiale, pertanto le risorse sono uguali a quelle di prima. Siete andate negli ultimi 3-4 mesi a fare almeno un pieno di carburante da un benzinaio? Sicuramente sì. Ve ne siete accorti che il senza piombo costa un po’ più di euro e che nel estate dell’anno scorso (2008), all’inizio della crisi, si avvicinava di brutto ad un prezzo di 1,5 euro? Tutti quelli che usano la macchina, ma anche l’industria e la distribuzione, che in qualche modo sono sempre legati al trasporto, si fanno un bel risparmio. Le bollette di luce e di gas sono scese, di poco, ma anche questo produce qualche altro risparmio alle famiglie, piccolo ma piacevole.

I tassi d’interesse sui mutui sono andati giù in picchiata e molte famiglie hanno un mutuo. Adesso, rispetto all’estate passata, si paga molto di meno, mediamente oltre 100 euro al mese di risparmio e questo sì che è un bel risparmio che si sente. Anche qualche altro prezzo dei prodotti di largo consumo è sceso, visto che la richiesta è calata e bisogna comunque vendere. Tanta gente, anche se in effetto sta meglio di prima, risparmia di più per l’incertezza di domani.

Alla fine vi chiedo: “Ma stiamo meglio o no di prima”? Io ho dato la mia risposta, ma sono sicuro che molti non la condivideranno, anche se è basata sui puri fatti. Perché siamo un popolo che si lamenta sempre, perché ci piace lamentarsi. E questo ci fa male. Bisogna guardare le cose più realisticamente e con più serenità, e se ci viene qualche lamentela, ricordiamoci che più del 50% della popolazione mondiale ha dei gravi problemi di sopravivenza, dal nostro punto di vista economico, ed i problemi che hanno sono molto più gravi di quello: “Non posso permettermi nemmeno di uscire in pizzeria il sabato sera”.

Visto che già scrivo, un po’ fuori tema dell’articolo, vi dico una cosa che non capisco proprio. La crisi è iniziata negli Stati Uniti e là è molto più grave rispetto all’Europa, ma dopo il fallimento delle importantissime banche americane, dopo i gravi problemi nell’industria automobilistica, crescente disoccupazione e una marcata diminuzione della produzione, il dollaro si è apprezzato notevolmente rispetto all’euro: prima dell’estate scorsa, il cambio è arrivato oltre 1,5, mentre oggi bastano circa 1,3 dollari per comprare un euro. E’ qui parliamo di un apprezzamento di oltre 15%. Ma come mai, visto che loro dovrebbero stare peggio di noi?

mercoledì, marzo 11, 2009

Devi conoscere i tuoi clienti

Un rappresentante di Coca Cola torna deluso da un suo viaggio nel Medio Oriente e si incontra con un amico. L’amico gli chiede:

- E allora, come è andata? Sei riuscito a sfondare e vendere Coca Cola agli Arabi?
- Purtroppo è andata male. Quando sono partito con il compito di aprire le porte per il nostro prodotto ero molto fiducioso. Coca Cola è teoricamente un prodotto quasi sconosciuti in quelli paesi e ne ero sicuro di avere un gran successo. Però, avevo un grosso problema, cioè non parlavo Arabo e così ho pensato di fare una pubblicità visuale, tutto immagine, senza alcun testo. L’idea che mi è venuta era porre tre immagini su un poster: sulla prima immagine un uomo esausto nel deserto, sulla seconda l’uomo che beve la nostra Cola e sulla terza lo stesso uomo che corre nel deserto, pieno di entusiasmo ed energia, dopo aver ovviamente rinfrescatosi con la Cola. Mi sembrava molto semplice e molto diretto come approccio al potenziale consumatore. E così una marea di questi poster sono stati stampati, distribuiti ed esposti in tutti i posti possibili di tutte le città.

coca cola poster

L’amico guarda attentamente il poster che gli è stato mostrato e dice, con tanto entusiasmo:

- A me sembra un’ottima pubblicità e sono sicuro che doveva funzionare.
- Con cavolo che ha funzionato. Non sapevo che gli Arabi leggono da destra a sinistra.

lunedì, febbraio 02, 2009

Neve

Oggi a Milano nevica e mi sento un po’ triste, non per la neve che mi piace molto, ma per tante brutte cose che succedono in questo mondo ed ultimamente è capitata una che semplicemente non posso a non dire due parole a proposito. Così questo blog diventa anche un po’ blog e non soltanto trascrizione delle cose carine che ricevo via e-mail dagli amici ma che comunque risultano già ampiamente diffuse.

Allora, il 27 di gennaio ogni anno è il giorno della memoria della Shoah, lo sterminio degli ebrei successo prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Di questa parte dopo la guerra si parla poco e non molti sono a corrente del fatto che nei gulag sovietici sono stati sterminati milioni degli ebrei; alcuni addirittura sostengono che sono stati ammazzati più ebrei da Stalin che da Hitler, ma non è questo il tema che voglio affrontare.

Premetto che non sono ebreo e che non sono nemmeno religioso (se lo fossi, sarei cattolico). Due, tre giorni prima del giorno della memoria, il papa Ratzinger (Benedetto XVI) ha revocato la scomunica al vescovo lefebvriano negazionista Williamson, che è stato scomunicato proprio per il fatto di aver negato l’esistenza della Shoah, sostenendo che le camere a gas erano utilizzate per i motivi igienici e non per sterminare gli ebrei. Dopo si sono sentite le smentite, le scuse, le precisazioni da parte dello stesso papa, del vescovo e delle alte cariche ecclesiastiche.

Ma chi ha letto attentamente le dichiarazioni, ha capito tutto. Williamson si è scusato con la chiesa di aver provocato tutto questo scompiglio mediatico, ma non ha ritirato le sue tesi sulla Shoah. Ed anche il fatto che il papa ha condannato chiaramente il negazionismo non mi convince a fatto. Ratzinger è una persona intelligente e precisa, come sono in generale i tedeschi, e nel mio piccolo ne sono sicuro che questa cosa, fatta qualche giorno prima della giornata della memoria è stata fatta a posta. Perché, questo non so spiegarmi, ma che sia stata voluta, ripeto, ne sono sicuro. Dire che si tratta di una svista, di una coincidenza, cioè una qualsiasi spiegazione non mi torna. Brutto, veramente brutto, ma purtroppo la chiesa da una parte dice certe cose e dall’altra parte fa le cose proprio al contrario.

mercoledì, dicembre 10, 2008

Tarzan ama Jane

Ecco la migliore barzelletta che ho ricevuto in ufficio durante il mese di Novembre e pubblicandola qui, sul mio blog, la proclamo ufficialmente la barzelletta di Novembre 2008. Alla fine di quest’anno ho deciso di scegliere anche la migliore dell’anno, introducendo così un concorso annuale per la migliore barzelletta. In questo modo cerco di stimolare i miei amici di inviare qualche barzelletta buona in quanto ultimamente ricevo soltanto le schifezze, raccontante e sentite mille volte.

Allora, segue la migliore arrivata nel mese scorso, un po’ africana e nera, come tra l’altro è anche il nuovo presidente degli Stati Uniti. Ultimamente non dico più “Ti vedo un po’ nero oggi”, ma dico “Ti vedo un po’ Obama”. A me piace come battuta. Allora, vediamo come è iniziata e finita la prima vera scopata del nostro eroe Tarzan con la sua adorabile Jane.

E finalmente ecco la barzelletta su Tarzan e Jane, e-mail-ata a me 12 novembre 2008:

Appena Jane vide Tarzan ne fu magicamente attratta. Mentre parlavano del più e del meno, Jane gli chiese: “Scusa, eh... ma fino ad ora... come hai fatto sesso?”

Tarzan rispose: “Io non conoscere sesso. Che cosa ciò è?”

Jane gli spiegò allora che cosa fosse il sesso e come si fa. Allora Tartan disse: “Ah, io capire. Tarzan usare buco dell’albero per fare sesso.”

Jane, spaventata: "Tarzan, tu l’hai fatto sempre sbagliato! Adesso ti faccio vedere io come si fa."

Detto, fatto. Jane si spogliò completamente e si pose di fronte a Tarzan. "Ecco qui. Guarda bene: devi metterlo qui dentro."

Anche Tarzan si tolse allora il suo perizoma di pelle, si avvicinò e le sparò un fortissimo calcio nel basso ventre. Jane cadde a terra contorcendosi per il dolore.

Quando si riprese un pochino, gli gridò: "Ma sei scemo? Perchè l’hai fatto?"

"Prima Tarzan guardare se c’è scoiattolo."

giovedì, novembre 06, 2008

E quando lei...

E quando lei...
- Ma te, esempio, su un isola deserta, con chi naufragheresti? Con me
o con la tua mamma ????
- speriamo di affogare

E quando lei...
- Ma te, se dei banditi rapiscono me e la tua mamma, per chi stai in pena ?
- per i banditi

E quando lei...
- Ma te, perchè quando viaggi da solo metti sempre sul cruscotto la
mia foto con su scritto pensa a me non correre ?
- perchè se corro ti rivedo prima

E quando lei...
- Ma te, ti rendi conto da quanto tempo non facciamo l'amore ?
- Lo vedi ? Ti attacchi a cose di 5 anni fa.....

E quando lei...
- Ma te, visto quello là come si è voltato a guardarmi ?Non gli dici niente
??
- No, se non fa denuncia.......

E quando lei...
- Ma te, quando l'altra sera al pub quel tipo con la birra mi ha
attaccato bottone,eri geloso ?
- No, c'avevo la birra anche io !!

E quando lei...
- Ma te, lo sai che l'Armando ha regalato un diamante a sua moglie ?
Perchè te mai niente ?
- Non la conosco neanche

E quando lei...
- Ma te, se prendi un appuntamento con un'altra donna, poi me lo dici ?
- No, me lo ricordo da solo......

E quando lei...
- Ma te, lo sai che ci sono donne che chiedono anche 3000 euro per una
notte d'amore? Secondo te io quanto potrei chiedere ?
- perchè se corro ti rivedo prima prova con un rimborsino spese......

E quando lei...
- Ma te, mi preferisci grassa e felice o magra e depressa ??
- E' che sei grassa e depressa !

E quando lei...
- Ma te, se mi trovassi a letto con Raoul Bova, che gli diresti ?
- Eh!......fai tanto il figo e poi......

E quando lei...
- Ma te, sei un materialista schifoso! Ad esempio, ci credi o no che
c'è vita dopo la morte?
- Dopo la tua di sicuro!

E quando lei...
- Ma te, se scopri che il tuo migliore amico viene a letto con me
resta ancora tuo amico?
- Si, perchè so che ora mi capisce!

E quando lei...
- Ma te, usciresti anche con un travestito?
- Perchè sei libera?

E quando lei...
- Ma te, lo sai che Mario ha regalato dei fiori alla moglie e ha
scritto pure 'Ti amo come il primo giorno...' Te, se mai mi regalassi
dei fiori scommetto che non ti piacerebbe scriverci niente...
- Come no? 'Il marito in lacrime...'

E quando lei...
- Ma te, preferiresti andare con una bella ma stupida o con una brutta
ma intelligente? O ti va bene anche una brutta e stupida eh?
- Ma chi ti tocca...?

E quando lei...
- Ma te, - Lo sai che alla Renata il marito ha regalato un diamante
per quanto è stata fedele?
- Non è stato il marito...hanno fatto una colletta...

E quando lei...
- Ma te, hai mai sentito il bisogno, prima di conoscermi, di pagare
una donna per fare del sesso?
- No...prima no...

E quando lei...
- Ma te, ma non ti vergogni a fare sempre il cretino in spiaggia con
le altre? E se adesso mi chiudo in cabina col bagnino, cosa fai?
- Lo libero subito

E quando lei...
- Ma te, perchè per risvegliare il desiderio non proviamo ad
offenderci un po' mentre facciamo l'amore?
- Ma vaffanculo!!!

E quando lei...
- Ma te, - Hai visto Di Caprio col Titanic che coraggio?...ma te...se
adesso cadessi in mare, ti butteresti per salvarmi?
- Si...ho mangiato alle due...

E quando lei...
- Ma te, preferiresti fare l'amore con me pensando ad un'altra o con
un'altra pensando a me?
- Posso fare da solo?

E quando lei...
- Ma te, perchè stasera che ho invitato tutte le mie amiche a cena,
esci per andare alla bocciofila?
- Perchè c'è più figa...

E quando lei...
- Ma te, sai che Guglielmo invece di fare l'amore con la Rina va con
quelle donnine per la strada?...ma te...non è che anche tu sei come
lui?
- No!...io darei un colpo anche alla Rina...!

E quando lei...
- Ma te, perchè da quando ci siamo rimessi insieme, hai ripreso anche a
fumare?
- Tanto...una cazzata o due...

E quando lei...
- Ma te, perchè invece di passare le giornate all'ippodromo non mi
paghi l'estetista?
- Perchè coi cavalli qualche speranza ce l'hai...

E quando lei...
- Ma te, ti è mai capitato di andare a letto con una donna solo per
fare soffrire il marito?
- Si! Tutte le volte che lo facciamo...!

E quando lei...
- Ma te, perchè quest'estate non andiamo in Scozia? Pensa a Lochness!
Vanno tutti a vedere il mostro!
- Si! Ma perchè ce lo devo portare io...!

E quando lei...
- Ma te, stare con me, per te, è diventato un lavoro? Quando facciamo
l'amore?
- Dopo le ferie...!

venerdì, ottobre 03, 2008

Passeggiando per Roma

Realmente accaduto a Roma a bordo della Metro A:
Una signora espone il biglietto integrato giornaliero al controllore.
Signora: "Mi scusi, con questo posso viaggiare tutto il giorno?".
Controllore: "Si nun c'hai 'gniente da fa'... Sì".

Al semaforo di via Portuense:
In mezzo ar traffico c'è 'r tipico romano 'ncazzato che dà una serie de clacsonate inutili perché nun c'è pòpo spazio pe' fermasse. Dopo la quarta e quinta clacsonata, quello co' 'r motorino davanti a lui (che ormai era rincojonito dal frastuono) je dice: "A capo, er clacson funziona, mo' prova 'mpò li fari!?".

Incrocio a Ponte Marconi:
Camionista che suona, donna distinta (in apparenza) che grida dal finestrino:
"Va a sonà 'n mezzo a 'e cosce de tu' moje che c'è più traffico!".

Mercato del pesce di Testaccio:
Il pescivendolo urla a squarciagola: "Ahò! 'Sti pesci nun so' morti, stanno a dormì!".

Sentita al parcheggio di taxi di Via Flaminia:
Cliente: "Scusi, la via più breve pe' annà ar verano?".
Taxista: "'Na revorverata 'n bocca!".

Realmente accaduto in via Nomentana:
Un signore alquanto anziano resta immobile con la sua macchina allo scattare del verde e il ragazzo di dietro con una macchinetta alquanto sportiva abbassa il finestrino, si sporge e esclama: "A nonno, guarda che più verde de così nun diventa!".

Via Prenestina:
un uomo sta per attraversare la strada di corsa, passa un automobilista e per poco non lo investe; l'automobilista spaventato tira fuori la mano e gli
dice: "A cornutone!!...".
E l'uomo gli risponde: "Tira fòri 'a capoccia che fai prima!".

Una scena vista in una pizzeria:
Commesso (dopo aver tagliato la pizza): "La magni?".
Cliente: "No, esco fòri e 'a butto!".

Feltrinelli a Piazza della Repubblica:
'Na vòrta me stavo a fa' 'n giro pe' strada e su 'na vetrina ce stava 'n libro 'n cui ce stava scritto: "come vincere la droga".
Allora me so' 'mbucato dentro alla libreria e j'ho chiesto: "Quanta se ne po’ vince?".

Letta su uno striscione laziale allo stadio:
"Ilary-Totti: una letterina per un analfabeta"

Al semaforo di Viale Aventino:
il primo della fila non si decide a partire e quello dietro gli urla:
"ahò, quann'esci dar coma facce 'na telefonata!".

Incrocio di Via Appia (San Giovanni):
Fermo ad un semaforo c'è un vecchio con una macchina tutta scassata. Allo scattare del verde non parte e un ragazzo di dietro, con una macchina sportiva, gli dice: "A nonné, c'avemo solo tre colori... È uscito er verde... Che volemo fa'?".

Incrocio della Balduina:
Una Fiat Tipo è ferma al semaforo, dietro c'è una Fiat Uno Fire con la musica a palla. Scatta il verde e la Tipo non parte... Il semaforo ritorna rosso. Riscatta il verde e la Tipo non parte. Allora il conducente della Uno abbassa la musica, scende e dice al conducente della Tipo: "Ahò, quanno esce er colore che te piace se n'annamo!?".

Sull'autobus della linea 44(alcuni anni fa):
Scendendo lungo via di Valtellina il traffico era tutto bloccato da una Mercedes in doppia fila con un impassibile guidatore a bordo. Dopo aver suonato a lungo (e inutilmente) per far muovere la macchina, l'autista inizia una lunga, complessa e faticosa manovra di aggiramento dell'ostacolo.
Una volta affiancato il veicolo, apre col vecchio pomello la porta anteriore dell'autobus e con tono neutro fa: "Aho, dì a tu' moje che stasera 'n vengo".

Due amici al mare:
uno di Ostia e l'altro di Fiumicino, muoiono di caldo e decidono assieme di andare a fare il bagno. Al momento di entrare in acqua il ragazzo di Fiumicino nota che quello di Ostia non sa nuotare e gli urla sbeffeggiante:
"Ahooò, sei pròpio idiota. Sei de Ostia e nun sai nòtà?".
E il ragazzo di Ostia prontamente gli risponde: "Perché, te che sei de Fiumicino sai volà!?".

Scena realmente accaduta in un bar a piazza Bologna:
Entra una ragazza che chiede al cassiere, indicando una porta:
- "Scusi, il bagno è lì?".
E lui risponde:
- "Fino a poco fa ce stava!".

martedì, luglio 22, 2008

Desiderio

Una donna sta passeggiando in un bosco cercando funghi, quando si
imbatte in un'antica lampada ad olio. Inizia subito a strofinarla e appare
il Genio:
- Posso avere i miei tre desideri?
- Mi dispiace, ma a causa dei cattivi tempi, della recessione, della globalizzazione,
dell'inflazione, degli scioperi e di tutte le altre menate mondiali, oggi
come oggi posso esaudirti un solo desiderio.

La donna allora prende una cartina geografica e dice:
- In tal caso, voglio la pace in Medio Oriente. Vedi questa cartina? Vorrei che questi Paesi smettessero di farsi la guerra!

Il Genio butta un occhio alla cartina e dice:
- Accidenti, questi paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare niente, sono potente ma non così tanto! Assolutamente niente da fare. Non pensarci neppure. Neanche se chiedessi l'aiuto del mio Grande Maestro potrei riuscire a realizzare questo desiderio. Lascia perdere! Dai, chiedimi qualche altra cosa, un po' più facile.

La donna ci pensa un po', e dice:
- Va bene. Non sono mai riuscita a trovare l'uomo giusto: un uomo sensibile e
affettuoso, colto e intelligente, che mi faccia ridere, che mi rispetti, che
sappia capirmi e sostenermi, che sia un amante premuroso e mi riempia di
complimenti, che mi faccia sentire bella e desiderata, che non passi tutto
il tempo a guardare il calcio in tv, che mi porti ogni giorno la colazione a
letto e che non mi tradisca.

E il genio sospirando:
- Fammi un po' rivedere sto cazzo di cartina.

giovedì, giugno 26, 2008

Euro 2008

Basta con le barzellette e le cose simili; faccio un blog vero e seri, parlando di calcio. Però, tenendo conto delle mie conoscenze calcistiche, ho paura che forse esce fuori proprio una, speriamo almeno bella barzelletta.

Come ho già premesso, non sono un grande intenditore, godo se la mia squadra vince e se perde non me ne frega più di tanto: che io soffra per la gente che in un anno si guadagna quello che io non riuscirò a guadagnare nemmeno in 3 vite lavorative, non se ne parla. Ieri sera ho visto lo scontro tra la Germania e la Turchia, finito con una vittoria dei tedeschi 3 a 2. La partita molto bella, vivace, con cinque gol. Alla fine dello scontro ci ho pensato (ma sì, mi capita ogni tanto anche di pensare): i turchi nelle ultime tre partite hanno giocato maluccio, però con tantissima fortuna sono riusciti a vincere tutti e tre scontri negli ultimi minuti, una fortuna veramente pazzesca. Il loro gioco contro la Germania era sicuramente la loro miglior prestazione: impegnati, tecnicamente bravi, ottima organizzazione della squadra, ma la fortuna, in qualche modo, questa volta non è stata dalle loro parti. Ragazzi, così proprio va nella vita, meriti e dismeriti, fortuna e sfortuna, non sai mai come va a finire, ma una certa logica, per non dire una certa giustizia nel modo come vanno certe cose, ci si vede spesso.

Sui tedeschi posso soltanto la solita squadra che non brilla, non sai come fanno, ma vanno avanti in qualche modo. Unico là che mi è piaciuto e Schweinsteiger, che secondo me è un ottimo giocatore, mentre non capisco come mai Ballac è considerato una stella: l’ho visto giocare tante volte, ma non l’ho mai visto giocare bene.

Una curiosità, visto che me la cavo un po’ con il tedesco. Sapete cosa significa Schweinsteiger in tedesco? Allora, “schwein” significa “maiale”, mentre “steiger” significa “caporale”. Proprio un bel cognome, no?