martedì, marzo 24, 2015

 

La vita è una cipolla

Non sono mai andata in Spagna e non parlo lo spagnolo. I film di Almodovar mi piacciono. Molto. Alcuni di più, altri di meno. Trovo interessanti i suoi personaggi e gli attori che li interpretano. Avendo scarsa memoria, non memorizzo mai i loro nomi, Penelope Cruz a parte. Pochi giorni fa ho saputo che a Milano c'era la prima di uno spettacolo surreale. Alle superiori, ho studiato con interesse tutto il periodo surrealista. Incuriosita, ci sono andata. Non alla prima. Fortunatamente (poi vi spiegherò il perché) allo spettacolo sono andata preparata. Almeno, è così che pensavo. Ho assistito ad una intervista dal vivo della attrice protagonista di questo spettacolo, Rossy De Palma, la quale è un volto noto in tanti film di Pedro Almodovar. Il nome mi era completamente nuovo. Il viso, no.

Un viso talmente particolare che difficilmente viene dimenticato. Mentre aspettavo il suo arrivo sul palco, ho sfogliato la locandina e la sua biografia. Ammetto che sono rimasta stupita quando ho letto che è stata scelta dallo stilista Gautier per una campagna pubblicitaria. Per dirla all'italiana, è diversamente bella, e ha da poco compiuto i cinquanta. Insomma, l'esatto opposto della estetica femminile che siamo abituati a vedere sulle copertine delle più importanti riviste femminili. Ora, non mi intendo di operazioni pubblicitarie e del perché sia stata scelta ma, io sono stata conquistata da questa donna in pochi minuti.

Una intervista durata un'ora. Grande carisma e spontaneità. Non è una donna che rispetta le regole sociali, quelli del "non bisogna dirlo in quanto non si fa". Non le manda a dire. Mentre raccontava la sua prima esperienza cinematografica con Pedro, sul set di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", è scoppiata a ridere dicendo "Il mio personaggio dormiva tutto il tempo. Che recitazione potevo fare? Ho detto al regista: Fammi fare qualcosa, mi annoio". E' la tipologia di donna che stimo, quella che non ha paura di dire ciò che pensa. Anche quando è davanti a persone di potere.

Qualcuno del pubblico ha tentato di farle dire qualcosa sullo spettacolo ma non c'è stato nulla da fare. "Sto ancora facendo, non riesco a dire niente" sono state le sue uniche parole. Nei giorni successivi alla intervista, che precedevano lo spettacolo, ho cercato di farmi un'idea. Mettendo insieme le parole da lei pronunciate e leggendo la locandina, ero sicura che mi sarebbe piaciuto. Già mi aveva conquistata e ha toccato molti degli argomenti a me cari, come l'essere donna, amarsi, imparare a proteggersi eccetera.

L'inizio dello spettacolo mi ha lasciata perplessa. E' iniziato in spagnolo e come ho detto inizialmente, io non parlo questa lingua. Dopo lo spagnolo, è arrivato il turno dell'inglese, il che è stato del tutto inaspettato. Fortunatamente, conosco la lingua. E così, mentre i minuti passavano, c'era un susseguirsi di scene strane, immagini sullo sfondo (spesso erotiche), Rossy vestita in modo bizzarro con tanto di ventaglio a piuma, una scena in cui sul palco c'erano scarpe, altre volte sostituite dalle cipolle. Milanesi. In fondo, "la vita è una cipolla", diceva l'attrice spagnola.

Ho passato una buona parte della serata a chiedermi dove fossero finiti gli argomenti con i quali ci aveva presentato lo spettacolo oppure, legittimo chiederselo, sono io a non capire niente di arte. Credo che difficilmente mai troverò una risposta a questa domanda. Magari era questo il messaggio che volevano recapitarci, è tutto come una cipolla, ci sono tanti strati, si continua a sbucciare sperando di vedere qualcosa di nuovo ma alla fine non c'è nulla di nuovo. Anzi, non c'è nulla. Per fortuna però che Rossy De Palma c'è. Con la sua bravura, energia e simpatia, è riuscita a farmi passare i novanta minuti in un attimo. E' come nella vita. A volte hai a che fare con quelli che non hanno niente da dire ma che sono in grado di dirlo meravigliosamente.

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